Una “dedizione ereditaria”: è questo il nuovo slogan dell’azienda vitivinicola simbolo del vecchio Contado di Molisi, quella che fin dal 1800, come testimoniano le antiche cantine sotto la piazza e nel vecchio palazzo di famiglia a Campomarino, poi ripresa con forza da Don Luigi Di Majo Norante da quarant’anni, rappresenta il Molise enologico e non nel mondo. La filosofia produttiva dell’azienda, oggi nelle mani di Alessio, è sempre stata quella del recupero dei sapori antichi e della personalità di una terra che, fino alla metà del secolo scorso, non era seconda a nessuno nella produzione di vini, incentrando tutto sul recupero di vitigni che hanno rappresentato la storia del territorio. La Masseria Di Majo Norante si trova in contrada Ramitello, in agro di Campomarino, produce vini dagli 85 ettari dell’antico feudo dei Marchesi Norante di Santa Cristina oltre ad altri situati in agro di Portocannone, per un totale di oltre 100 ettari, dove sono allevati a Guyot e cordone speronato Montepulciano, Aglianico, Sangiovese, Falanghina, Greco e Moscato reale. La Tintilia, invece, visto che il disciplinare di produzione che ne vieta la coltivazione ad altitudini inferiori ai 200 metri s.l.m., è  approvvigionata da aziende viticole situate in agro di Larino.

Francesco Rizzo, agronomo aziendale, che spiega il sistema di gestione biologico dei vigneti
Mentre per le uve bianche l’azienda ricorre alla raccolta manuale in cassette, per preservare al meglio l’integrità del prodotto, per le uve rosse si avvale di raccolta meccanizzata. L’intera azienda, come spiegato dall’Agronomo Francesco Rizzo che segue tutte le fasi produttive, è certificata biologica, facendo uso di soli concimi organici in vigna, oltre che di zolfo e rame per la lotta contro oidio e peronospora, mentre per la lotta alla tignola si utilizza Bacillus thuringiensis o, il più innovativo metodo della “confusione sessuale”, che mette a riparo la produzione da eventuali focolai di botrite o muffa grigia, conseguenza delle ferite agli acini da parte del fitofago. Gli erogatori utilizzati per la confusione sessuale di Lobesia botrana, la tignoletta più diffusa, rilasciano una quantità di feromone sintetico che, creando una nube uniforme, maschera le scie naturali emesse dalle femmine e i maschi, entrando in uno stato di confusione, non sarebbero più in grado di localizzare la femmina.
 
Don Luigi Di Majo Norante durante la visita nella cantina di produzione
L’azienda, che produce ogni anno circa 800.000 bottiglie di vino che vende in tutti gli angoli del mondo, in particolar modo in America settentrionale ed Europa settentrionale, ha come consulente uno dei più famosi enologi a livello internazionale, Riccardo Cotarella. Il merito della strategia aziendale, seguita dallo sviluppo enologico, è stato quello di fondere vitigni antichi e territorio in bottiglie con un rapporto qualità prezzo straordinario. Uno dei vini di punta dell’azienda, il Contado, ottenuto da Aglianico in purezza, occupa quasi stabilmente la guida vini del Gambero Rosso, premiando i vini migliori con i Tre Bicchieri. Il Contado riserva 2007, sempre dalla stessa guida, è stato premiato come il miglior vino rapporto qualità/prezzo in Italia, che certifica la bontà delle scelte produttive votate alla qualità nel rispetto della natura e della salute del consumatore. Non a caso, l’azienda è per il secondo anno di fila nelle 100 migliori realtà enologiche nazionali selezionate dalla più prestigiosa rivista di settore, Wine Spectator, che porta alla ribalta internazionale le produzioni enologiche di eccellenza del Made in Italy, come ho scritto in questo post.

Alcuni dettagli della masseria, storico centro aziendale e culturale
E’ con vero orgoglio che il sottoscritto, tramite la Scuola del gusto, abbia avuto la partecipazione al progetto “Un Molise divino” una delle aziende simbolo del nostro paese e della nostra terra, quella che ha portato il nome del Molise in tutto il mondo, quella che, per confessione dello stesso Don Luigi, ha dovuto lottare già appena uscita dai confini regionali, agli inizi, contro la diffidenza di chi non sapesse individuare su una cartina geografica la regione, cosa che ancora oggi, purtroppo, accade all’interno del territorio nazionale. Oltre ad aprire le porte dell’azienda agli studenti, lo stesso Don Luigi ha voluto rendere omaggio al corso con tutta la sua produzione enologica, in parte per le degustazioni didattiche dei sommelier, e tutto il resto nella degustazione guidata nella prestigiosa Masseria, ricca di storia e cultura. Non vi descriverò i singoli vini perché ci vorrebbe un post chilometrico, ma l’immagine seguente è emblematica. Un grazie di cuore a Don Luigi per l’accoglienza, la diponibilità e la bontà che ha dimostrato nel sostenere un’iniziativa che, egli stesso, ha definito straordinaria e importante per le aziende vitivinicole e per l’intero territorio. Grazie.
 
Vini degustati in azienda

 
Sebastiano Di Maria