L’appuntamento di sabato 22 novembre, presso l’agriturismo “I dolci grappoli” all’interno del complesso aziendale “Cantine D’Uva” a Larino, organizzato da Ais Molise e “Scuola del gusto”, con il patrocinio del Lions Club di Larino, ha avuto un successo straordinario di partecipazione e attenzione. Protagonista assoluto della serata l’olio extravergine d’oliva “novello”, nella trattazione preliminare, tra cultura e comunicazione, in abbinamento ai piatti della cucina locale, con i produttori presenti protagonisti, e come simbolo di beneficenza, attraverso la raccolta fondi per l’acquisto di un cane guida per un bambino non vedente. In un’annata difficile per il mondo agricolo, in particolare per l’olivicoltura che ha dovuto fronteggiare attacchi di mosca (Bactrocera oleae) a ripetizione, prima con un inverno mite che ha consentito la sopravvivenza della popolazione svernante, seguita poi da un clima estivo fresco (sopra 30 °C la mosca è inattiva) e con piogge frequenti, ha determinato uno sconquasso nel sistema olivicolo e, di conseguenza nella qualità della produzione dell’extravergine, ad appannaggio di poche realtà produttive, che con professionalità e competenza, sono riuscite ad ottenere extravergini di buona qualità, anche con punte di eccellenza.  
 
Extravergini in degustazione e abbinamento ai piatti 

Oltre che un problema di tipo colturale che, innegabilmente, c’è stato, il frutto di questi risultati sono anche legati a problemi di tipo culturale, e in particolare al livello professionale degli olivicoltori, spesso assai modesto o, ancora più spesso, figlio di luoghi comuni e disinformazione, legati a un modo di condurre gli oliveti “hobbistico”, sia per l’assetto economico produttivo della coltivazione, per molti un peso o spesso in stato di abbandono, sia per una coltivazione di tipo residuale. C’è chi, invece, facendo un’olivicoltura di qualità e da reddito, è riuscito, attraverso interventi tempestivi, a preservare una buona qualità del prodotto. E’ l’esempio delle aziende che hanno partecipato all’evento, l’oleificio Principe Pignatelli di Monteroduni, l’olio di Flora della “Casa del vento” a Larino, l’olio i “Tre Cipressi” e quello di Bruno Mottillo – che ha ricevuto anche la certificazione Dop Molise per l’olio appena prodotto – anch’essi del comune frentano, patria della “Gentile di Larino”, cultivar autoctona maggiormente coltivata in regione, insieme alla Salegna e Oliva San Pardo. 
Un momento della serata

Tra gli aspetti meno curati, in generale, nella raccolta e nell’estrazione dell’olio, paradossalmente, sono i principi base per ottenere un prodotto di qualità, già noti, invece, ai tempi dei Romani. Marco Porcio Catone (234-149 a.C.) scriveva nel suo De Re Rusticaappena raccolte, bisogna subito estrar l’olio dalle olive, per evitare che si sciupi” o “se fai presto la raccolta, e i recipienti sono pronti, nessun danno da esse, mentre l’olio sarà più verde e migliore”, concetti che, ancora oggi, per molti “hobbisti”, non è ancora chiaro. Né tanto meno il momento migliore per la raccolta, che quest’anno andava anticipata ulteriormente – appelli passati inascoltati – per cercare di preservare i caratteri di fruttato, amaro e piccate, mentre Columella Lucio Moderato (4-70 d.C.) scriveva “quando le olive cominciano a cambiare colore e alcune sono già nere, ma la maggior parte ancora verdi, si dovrà cogliere e portate subito al torchio”, invece c’è chi pensa, oggi, che l’olivo debba essere maturo perché renda. Questi sono solo alcuni dei luoghi comuni che pervadono un sistema troppo legato all’improvvisazione e alla superficialità.

Vitor Ugo Fratini dell’Ais, uno degli organizzatori della serata

Ed ecco quindi che, mai come oggi, in un momento di difficoltà che mette a nudo tutte le nostre contraddizioni, il nostro sistema rischia di essere stritolato dalla concorrenza, non tanto della Spagna, anch’essa alle prese con un’annata difficile, ma dai paesi nord africani, Tunisia, Marocco e Algeria, che si stanno affacciando prepotentemente, con investimenti importanti, nel panorama oleario conta, oltre che dalla paura di sofisticazioni e illeciti vari che, purtroppo, già sono stati identificati in qualche occasione proprio in questi giorni. Una delle prime azioni volte alla tutela del consumatore, che entrerà in vigore proprio domani, sarà la presenza del tappo anti-rabbocco, un sistema di protezione che non ne permette il riutilizzo dopo l’esaurimento del contenuto. Non solo, ma anche le norme sull’etichettatura sono cambiate, tra cui quella di dare un maggiore risalto cromatico rispetto agli oli prodotti con miscele provenienti da altri paesi, in modo da capirne chiaramente la composizione merceologica
L’officer distrettuale dei Lions Demetrio Di Fonzo, anche nella veste di produttore

Gli appuntamenti di condivisione, come quelli di sabato scorso, sono da proporre sempre con maggiore frequenza, perché accrescono la cultura intorno ad un prodotto che, come principe della dieta mediterranea, non solo è un toccasana per la salute per chi lo consuma, ma, se correttamente gestito e promosso nella sua filiera, può essere anche un’ottima fonte di reddito per chi lo produce – ricordiamo che l’Italia importa olio per soddisfare il proprio consumo interno – con conseguente preservazione del paesaggio, di cui l’olivicoltura ne è uno degli aspetti essenziali e straordinari. Bisogna, però, smettere i panni dell’improvvisazione e della supponenza, cercando di fare condivisione, promuovendo i monovarietali legando il prodotto alla storia, alla cultura e alla cucina, attraverso l’abbinamento di oli diversi a piatti diversi, sperimentato con successo nella serata di sabato. 

Scuola del Gusto