Parte da Larino e, in particolare, dalla Villa Petteruti sede dell’Itas (Istituto Tecnico Agrario Statale) la bella avventura di Pasquale Di Lena nel mondo del vino e dell’olio e della comunicazione del turismo e dell’agroalimentare italiano, che l’hanno visto per un trentennio protagonista, soprattutto dopo la direzione dell’Ente Mostra Vini – Enoteca Italiana di Siena. Il D.P.R. 930 del 1963, la legge firmata dal molisano Sedati, allora Ministro dell’agricoltura, che apre alla Doc dei vini e istituisce il Comitato Nazionale per la tutela e valorizzazione dei vini a d.o., segna il percorso professionale di Pasquale Di Lena, ma, soprattutto, il percorso della qualità del vino italiano e, con i regolamenti comunitari 2081 e 2082, anche quello della qualità di tutto l’agroalimentare italiano con le Dop e Igp.
 
Pasquale Di Lena durante la lezione
Dopo aver ricordato il suo maestro prof. Pier Giovanni Garoglio e il contributo dato all’Enciclopedia mondiale della vite e del vino che Garoglio ha firmato, ha parlato della sua tesi sui vini a d.o. e il suo interesse per il vino anche quando svolgeva il ruolo di dirigente del mondo contadino con l’alleanza dei contadini prima e la CIC dopo, quale presidente del Cenfac toscano, direttore del Consorzio Chianti e vicepresidente nazionale dell’Unione delle associazioni dei vitivinicoltori.
Poi, nel 1982, quale vincitore di concorso, segretario generale dell’Ente Mostra Vini che, con il rilancio della sua Enoteca, riprende il suo cammino nel campo della comunicazione e valorizzazione dei vini di qualità Doc e Docg. Un ruolo centrale che aiuta il vino italiano a vivere nella seconda metà degli anni ’80 il suo Rinascimento che, poi, diventa patrimonio di tutto il mondo vitivinicolo con lo sviluppo d’idee vincenti come Vino e turismo; Vino e giovani; le donne del vino; Vino, sport e alimentazione; Vino e arte; Vino e moda; la nascita nel 1987 dell’Associazione nazionale delle Città del Vino. Soprattutto con le iniziative sui mercati internazionali, dal Canada che oggi rappresenta un punto alto di riferimento dell’esportazione del vino italiano, con Usa, Germania e Regno Unito.
A supporto di queste e altre iniziative le numerose e importanti pubblicazioni che i cultori del vino di ogni parte del mondo conoscono e che sono servite molto a far da apripista sui mercati. A tal proposito ha sottolineato l’importanza della cultura per una strategia di comunicazione come pure di una programmazione e scelta dei mercati, evitando “toccate e fughe” che fanno solo perdere tempo e risorse, soprattutto finanziario.
 
Alcune pubblicazioni curate da Pasquale Di Lena. In basso a destra con Rita Levi Montalcini, a fianco corrispondente in Italia per la prestigiosa rivista di Master of Wine 
Ha detto che la comunicazione non è un optional, ma la premessa fondamentale di ogni attività produttiva al pari dell’unità dei produttori e di questi e le istituzioni ai vari livelli, soprattutto in questa fase di pesante crisi per non rischiare quello che si conquistato con grande fatica e, invece, per consolidare quanto conquistato e andare alla scoperta di nuovi e nuove opportunità.
Grazie all’Enoteca la possibilità di realizzare nel Molise e nella sua Larino l’altra importante e fondamentale associazione, le Città dell’Olio, che, oggi forte dei suoi 360 e più istituzioni ed enti associati, ha inciso fortemente su un mondo fermo nel tempo con le iniziative culturali che, con Bimboil, coinvolgono soprattutto i futuri consumatori, i bambini delle scuole dell’obbligo.
 E poi la Settimana dell’olio; Andar per frantoi e mercatini, Olio in frantoio e, da qualche anno, Girolio che tocca tutte le Regioni per comunicare il peso e la centralità dell’olivicoltura; i caratteri dell’olio di qualità, la biodiversità olivicola e, con altri 12 paesi olivicoli del mediterraneo, l’ambiente olivicolo con l’istanza avanzata all’Unesco del suo riconoscimento quale patrimonio dell’umanità al pari della Dieta Mediterranea, tema che l’associazione sviluppa ogni anno con la grande iniziativa di Imperia. Larino – ha sottolineato Di Lena – non ha saputo cogliere l’occasione, che le era stata offerta su un piatto d’argento, di diventare la capitale dell’olio in Italia quale sede non solo dell’Associazione ma anche dell’Università dell’olivo e dell’olio del Mediterraneo e dell’Olivoteca d’Italia.Un discorso durato oltre tre ore che ha colto l’interesse dei partecipanti alla Scuola del Gusto che ha dimostrato di saper entrare dentro tematiche importanti come quella del marketing che serve a costruire l’immagine di un prodotto, il suo successo, che servono al produttore e al territorio nel momento in cui porta valore aggiunto e stimola il consumatore a voler conoscere l’origine della qualità.
 
Sebastiano Di Maria