Il tartufo

Quest’anno il focus “Scuola del Gusto” riguarda una delle risorse agroalimentari che più di tutte, rappresenta la vera identità della Regione, quella che la pone in una situazione di assoluta leadership a livello nazionale. Parliamo ovviamente del tartufo, un fungo “ipogeo” diffuso in tutta la Regione, a partire dalla costa con il “bianchetto” (Tuber borchii Vitt.), passando allo “scorzone” (Tuber aestivum Vitt.) fino al pregiato “bianco” (Tuber magnatum Pico). Per esprimere al meglio questa peculiarità, lo slogan scelto per questa edizione non poteva che essere una simbiosi tra le varie anime, coniando, metaforicamente, una nuova specie tutta molisana, il “Tuber molisanum”.

Come lo schema formativo consolidato impone, anche questa volta verranno trattate in maniera organica, attraverso un approccio multidisciplinare, tutte le tematiche inerenti. Dopo la storia e la biologia del tartufo, non mancherà la trattazione di temi come la sperimentazione su piante tartufigene, le caratteristiche dei suoli, i sistemi di conservazione e la normativa. Spazio sarà dedicato anche alla possibilità di sviluppo attraverso il marketing, mentre un ruolo centrale avranno anche le visite aziendali e la ricerca sul campo con personale specializzato, oltre che gli aspetti nutrizionali, salutistici e di cucina. Visto che si parla di miceti, il corso si arricchisce con la conoscenza di altri funghi, quelli che producono i propri corpi fruttiferi al di sopra della superficie del suolo, per questo detti “epigei”. I corsisti impareranno a riconoscerli e quindi a distinguere quelli commestibili da quelli velenosi.

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