Giovedì pomeriggio, presso l’azienda vitivinicola di Angelo D’Uva a Larino, si è chiuso il trittico di lezioni del secondo modulo di “Un Molise divino”, primo corso della “Scuola del gusto”, che hanno riguardato tutti gli aspetti viticoli, dall’impianto alla gestione del verde, passando per i diversi sistemi di allevamento e relative operazioni di potatura. Le lezioni frontali, tenutesi presso l’Aula Magna dell’Istituto Tecnico “San Pardo”, sono state condotte dal Prof. Panfilo D’Ercole, docente di coltivazioni arboree presso lo stesso istituto. La parte applicativa, svoltasi, come detto poc’anzi, presso il vignaiolo Angelo D’Uva, è stata curata dall’Ufficio vitivinicolo dell’Arsiam di Termoli, ossia dal dott. Pierluigi Cocchini e dalla dott.ssa Loredana Pietroniro, direttamente impegnati sul campo nel trovare le soluzioni migliori nella gestione delle diverse problematiche inerenti la vitivinicoltura regionale, con particolare riguardo alla Tintilia, l’autoctono simbolo del vecchio contado di Molise.
Il Prof. Panfilo D’Ercole, a sinistra, durante la lezione in aula. A destra, il dott. Pierluigi Cocchini durante la dimostrazione pratica di potatura in campo
Il Prof. D’Ercole, tenuto conto dell’eterogeneità dei corsisti, ha posto l’attenzione sugli aspetti principali riguardanti l’impianto del vigneto, sulla scelta del sistema di allevamento in base all’indirizzo produttivo e sugli aspetti riguardanti la gestione della chioma e la lotta antiparassitaria, indicando i momenti migliori d’intervento sulle principali fitopatologie, nel rispetto dell’ambiente e della salute del consumatore, necessari in termini di sostenibilità ambientale. Sono stati descritti, inoltre, i sistemi di allevamento più importanti, ponendo l’attenzione su quelli più comuni del territorio regionale, il tendone, la spalliera potata a Guyot e la controspalliera potata a cordone speronato, con le relative varianti. Le operazioni di potatura nella gestione della produzione, già descritte dallo stesso docente, sono state poi approfondite e valutate sul campo in base al diverso indirizzo produttivo delle aziende, dai relatori dell’Arsiam, che hanno guidato gli allievi nei diversi sistemi di potatura a Guyot e cordone speronato. Lo stesso Angelo D’Uva, che ha messo a disposizione un filare del suo vigneto per le operazioni di potatura, ha portato la sua esperienza diretta sul campo, indicando i vantaggi e gli svantaggi dei diversi sistemi, in base al vitigno e agli obiettivi enologici. L’indirizzo aziendale, votato alla qualità assoluta, tende ad abbassare la quantità di uva prodotta, attraverso una corretta gestione del verde (sfogliature, cimature e diradamento dei grappoli) che consentono di ottenere un prodotto omogeneo in termini di maturità fenolica, che facilita il compito dell’enologo in cantina.
 
Angelo D’Uva e Pierluigi Cocchini, a sinistra, durante la lezione pratica di potatura. Un allievo, a destra, durante l’esercitazione pratica.
Il dott. Cocchini, poi, ha illustrato le prove sperimentali che l’Arsiam sta conducendo nel territorio regionale, tese a valutare la scelta migliore per la gestione produttiva della Tintilia, particolarmente sensibile a un aborto fiorale che comporta delle rese produttive molto basse che, pur garantendo un prodotto di elevata qualità da un punto di vista polifenolico e antocianico, necessario per vini longevi, per ovvi motivi, determinano un prezzo elevato al consumo dell’imbottigliato. L’obiettivo della ricerca tende a minimizzare questi effetti negativi, cercando di garantire una produzione adeguata, oggi abbondantemente sotto la soglia prevista dal disciplinare. Dopo la visita in cantina, già ampiamente descritta in questo post, Angelo, nella sala dell’agriturismo i “Dolci Grappoli”, parte integrante del complesso aziendale, ha condotto una degustazione guidata su alcuni dei suoi vini, il Kantharos, un Trebbiano del Molise già descritto in quest’altro post, e la Tintilia 2009, su cui lo stesso produttore punta come simbolo della produzione aziendale.
 
In alto a sinitra, il sottoscritto con i titolari dell’azienda e i funzionari Arsiam, mentre a destra, Angelo, in un momento della descrizione dei suoi vini. In basso, al centro, alcuni ragazzi del corso, mentre ai lati i due vini degustati.
Il vitigno è allevato con il classico sistema a Guyot, su terreni argilloso-calcarei, con una densità d’impianto di 4000 viti per ettaro. La gradazione alcolica è pari a 13,50 %, la vinificazione avviene per macerazione pellicolare di dieci giorni alla temperatura di 24°C, mentre l’affinamento è in acciaio per circa diciotto mesi. Il vino si presenta con un colore rosso granato, profondo, con un ottimo complesso olfattivo tra cui si riconoscono chiaramente note balsamiche, confettura di piccoli frutti, come la mora, e spezie. In bocca è morbido, rotondo, con un tannino ben dosato, sapido, con un ottimo finale speziato, buona è la persistenza aromatica. Un vino che mostra i caratteri di longevità. Con la degustazione della Tintilia, si chiude nella maniera migliore la parte del corso riguardante gli aspetti viticoli e di come gli stessi, sotto diversi punti di vista, possano influire sulle caratteristiche qualitative di un vino. La viticoltura, e in essa la Tintilia, come strumento di crescita di un territorio e delle sue ricchezze enogastronomiche.
 
Sebastiano Di Maria